Era appena al di là della stretta stradina di campagna, che collegava la nostra realtà con il paese. Non era molto vecchia, ma era stata costruita come se lo fosse. Con gli stessi criteri, con le stesse funzionalità. In poche parole, non era diversa dalle altre, costruite qualche centinaio di anni prima. Lasciata la polverosa stradina, vi si accedeva attraversando un largo ponte in terrapieno, a cavallo del piccolo fossato, ricco di rane, pesci e libellule. Un breve viale, tra un filare di moscato ed una pergola di verduzzo, sotto la quale facevano bella mostra grosse piante di rafano, portava all’ampio cortile, in parte pavimentato a mattoni. In un angolo vi erano il pozzo, con la caratteristica carrucola per sollevare senza fatica il secchio pieno d’acqua e l’abbeveratoio per le mucche. Protetto da una rete, c’era l’orto per i bisogni della famiglia.


