Era un giorno freddo, nell’estate di S. Martino di molti anni fa. La prima guerra era finita da qualche anno, ma noi contadini, continuavamo ancora a pagarne il conto, in termini di fame, miseria e soprusi. Nei nostri cuori, le ferite dei cari rimasti sulla linea del Piave, erano ancora aperte e sanguinanti. I grandi platani del Terraglio lasciavano cadere le foglie, strappate dalla leggera ma fastidiosa aria autunnale, che insinuandosi sotto ai poveri vestiti di pezza, faceva accapponare la pelle.


