Quello che rende difficile dire qualcosa di Toti Dal Monte è il fatto che di lei è già stato detto quasi tutto. Infatti, per un personaggio di questa statura che per decenni ha avuto puntati addosso i riflettori della pubblicità, della stampa, della radio e della televisione di tutto il mondo, è veramente difficile rinvenire angoli anche modesti da scoprire per poter appunto dire cose inedite ed originali. A meno che non si voglia scavare nel personaggio stesso per approfondire l’interpretazione del suo meraviglioso messaggio che, valutato in sede ormai storica, ha espresso autenticamente un fatto culturale, realizzato attraverso un magistero difficile da scordare ed anzi tale da riassumere un’epoca. Tuttavia, al di là dei formalismi che molto spesso si rivelano freddi e distaccati, penso da moglianese di poter ricordare Toti Dal Monte tratteggiandone un leggero profilo sotto l’aspetto dei suoi legami con il paese natale. Questo non tanto per ricavarne un pannello oleografico di patetico gusto sciovinistico e strapaesano, ma per dire come questa donna che nella sua vita cantò nei maggiori teatri del mondo, conservò sempre verso questo luogo un sentimento dolce e delicato.